Calore.

Calore.

Mi stordisco con dell’alcol, vado in arresto. Freddi elettrodi sul petto, partono le scariche. Qualcuno defribrilla. Scarica, lo arresto volontariamente a discapito della sua natura involontaria. Scarica. Defribrillano. E tu non capisci se ti riportano in vita o, a nuova morte.

Ciò che so fare, è essere banale. Un po’ di brezza, un po’ di vita.

Ciò che so fare, è essere banale. Un po’ di brezza, un po’ di vita.

C’è qualcosa di normale forse in questa primavera.

C’è qualcosa di normale forse in questa primavera.

Oggi non posso sedermi nuovamente su nessun Prato, a capire come avvolte le singolarità non sono prettamente dogmi cosmologici, ma anche umani.

Tre passi verso il gelsomino, ogni mattino.

Tre passi verso il gelsomino, ogni mattino.

Poi raccolgo un capello attorcigliato su stesso estremamente raro su di me, estremamente comune sul mio cuscino, e estremamente ormai lungo.

eppure mi ero ripromesso che un giorno l’avrei riallacciata e avrei smesso di passare per strade urbane secondarie, dove la legge non si applica. Ma viaggio ancora senza. 

Mi nasce, un sorriso.

Mi nasce, un sorriso.

One day.